RISCHIO Incendi Boschivi

  • INIZIO: 01/06/2020
  • FASE: PREVENZIONE e REPRESSIONE
  • TERMINE: 12/10/2020

CAMPAGNA AIB 2020 – Attività di analisi, prevenzione, repressione e lotta attiva agli incendi e delle condizioni di suscettività all’innesco e alla propagazione degli incendi boschivi nel territorio comunale, provinciale e regionale.

Il 30% della superficie del nostro Paese è costituito da boschi, caratterizzati da un’ampia varietà di specie che nel corso dei millenni si sono adattate alla straordinaria variabilità dei climi, da quelli subaridi dell’estremo sud della penisola a quelli nivali dell’arco alpino. Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d’Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un’immensa ricchezza per l’ambiente e l’economia, per l’equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. I boschi, inoltre, sono l’habitat naturale di molte specie animali e vegetali.

Tuttavia ogni anno decine di migliaia di ettari di bosco bruciano a causa di incendi di natura dolosa o colposa, legate alla speculazione edilizia, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Negli ultimi trent’anni è andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale.

Le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema forestale e ambientale molto lunghi. Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo causate dagli incendi favoriscono inoltre i fenomeni di dissesto dei versanti provocando, in caso di piogge intense, lo scivolamento e l’asportazione dello strato di terreno superficiale.

I mesi a più elevato rischio sono quelli estivi, quando la siccità, l’alta temperatura ed il forte vento fanno evaporare parte dell’acqua trattenuta dalle piante, determinando condizioni naturali favorevoli all’innesco e allo sviluppo di incendi.

Descrizione del rischio

Un incendio boschivo è un fuoco che tende ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate che si trovano all’interno delle stesse aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi alle aree (art. 2 della Legge n. 353 del 2000).

Un incendio boschivo è un fuoco che si propaga provocando danni alla vegetazione e agli insediamenti umani. In quest’ultimo caso, quando il fuoco si trova vicino a case, edifici o luoghi frequentati da persone, si parla di incendi di interfaccia. Più propriamente, per interfaccia urbano-rurale si definiscono quelle zone, aree o fasce, nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta: sono quei luoghi geografici dove il sistema urbano e naturale si incontrano e interagiscono.

Tutte le regioni italiane sono interessate dagli incendi, anche se con gravità differente e in periodi diversi dell’anno. Le condizioni ambientali e climatiche della penisola italiana favoriscono lo sviluppo di focolai principalmente in due stagioni dell’anno. Nelle regioni settentrionali dell’arco alpino – ma anche nelle zone appenniniche in alta quota – gli incendi boschivi si sviluppano prevalentemente nella stagione invernale – primaverile, la più siccitosa, quando la vegetazione è stata seccata dal gelo. Mentre in estate i frequenti temporali riducono il rischio di incendio.

Al contrario, nelle regioni peninsulari centro – meridionali, dove il clima è mediterraneo, il fuoco si sviluppa prevalentemente nella stagione estiva, calda e siccitosa. Alcune regioni italiane sono interessate dal fenomeno sia durante la stagione invernale sia durante la stagione estiva.

Cause

Le cause degli incendi possono essere naturali o umane.

Gli incendi naturali si verificano molto raramente e sono causati da eventi naturali e quindi inevitabili:

  • Fulmini. Possono provocare incendi quando si verificano temporali senza che contemporaneamente si abbiamo precipitazioni. Gli incendi causati da fulmini si verificano prevalentemente nelle zone montane, dove gli alberi conducono con facilità le scariche elettriche. Si tratta di fenomeni molto rari in un tipo di clima mediterraneo come il nostro.
  • Eruzioni vulcaniche. La lava incandescente entra in contatto con la vegetazione infiammabile.
  • Autocombustione. Non si verifica mai in un clima mediterraneo.

Gli incendi di origine umana possono essere:

  • Colposi (o involontari). Sono causati da comportamenti dell’uomo, irresponsabili e imprudenti, spesso in violazione di norme e comportamenti. Non finalizzati ad arrecare volontariamente danno. Le cause possono essere:
  • Attività agricole e forestali. Il fuoco viene impiegato per bruciare le stoppie, distruggere i residui vegetali provenienti da lavorazioni agricole e forestali, e per rinnovare i pascoli e gli incolti. Spesso queste operazioni vengono effettuate in aree contigue a boschi ed incolti, facile preda del fuoco, soprattutto nei periodi a maggior rischio.
  • Abbandono di mozziconi di sigarette e fiammiferi. Cerini e mozziconi di sigarette abbandonati o lanciati lungo i sentieri, le piste forestali, e le linee ferroviarie possono cadere sull’erba secca o altri residui vegetali e innescare un incendio, anche per effetto degli spostamenti d’aria provocati dai veicoli o dal vento.
  • Attività ricreative e turistiche (barbecue non spenti bene), lanci di petardi, rifiuti bruciati in discariche abusive, cattiva manutenzione di elettrodotti.
  • Dolosi (volontari). Gli incendi vengono appiccati volontariamente, con la volontà di arrecare danno al bosco e all’ambiente. Le cause:
  • Ricerca di profitto. L’obiettivo è quello di utilizzare l’area distrutta dal fuoco per soddisfare interessi legati alle speculazione edilizia, al bracconaggio, o per ampliare le superfici coltivabili.
  • Proteste e vendette. L’azione nasce dal risentimento nei confronti dei privati, della Pubblica Amministrazione o dei provvedimenti adottati, come l’istituzione di aree protette. In molti casi si vuole danneggiare un’area turistica. In altri casi i comportamenti dolosi sono da ricondurre a problemi comportamentali come la piromania e la mitomania.

Nella classificazione degli incendi ci sono anche di incendi di origine ignota, per i quali non è possibile individuare una causa precisa.

Fattori Predisponenti

I fattori predisponenti degli incendi sono l’insieme degli aspetti che favoriscono l’innesco di un incendio e la propagazione del fuoco. Sono gli elementi di riferimento per elaborare gli indici di previsione del rischio:

  • Caratteristiche della vegetazione: presenza di specie più o meno infiammabili e combustibili, contenuto d’acqua, stato di manutenzione del bosco.
  • Condizioni climatiche: i fattori che hanno maggiore influenza sugli incendi sono il vento, l’umidità e la temperatura:
    – l’umidità, sotto forma di vapore acqueo, influisce sulla quantità di acqua presente nel combustibile vegetale: quanto minore è il contenuto di acqua nei combustibili tanto più facilmente essi bruciano;
    – il vento rimuove l’umidità dell’aria e porta ad un aumento di ossigeno, dirige il calore verso nuovo combustibile e può trasportare tizzoni accesi, e creare nuovi focolai di incendio. Le caratteristiche del vento più significative sono la direzione e la velocità. La direzione determina la forma che l’incendio assume nel suo evolversi; la velocità del vento ne condiziona invece la rapidità di propagazione;
    – la temperatura del combustibile e quella dell’aria che lo circonda sono fattori chiave, che determinano il modo in cui il fuoco si accende e si propaga, influendo direttamente sul tempo di infiammabilità dei materiali vegetali.
  • Morfologia del terreno: la morfologia del terreno influisce sugli incendi soprattutto con la pendenza (nei terreni in pendenza aumenta la velocità di propagazione) e l’esposizione (i versanti a sud ovest sono più esposti all’azione del sole e quindi meno umidi).

Tipi di Incendio

In base a come si origina, un incendio può essere:

  • sotterraneo: brucia lentamente le sostanze vegetali sotto il livello del suolo (il muschio, la torba, l’humus indecomposto). La combustion è lenta, ma si spegne con difficoltà;
  • di superficie: brucia lo strato superficiale della vegetazione a livello del suolo (erba, foglie e rami morti).
    E’ il tipo di incendio più frequente nei nostri boschi e anche quello più facilmente controllabile. Il fuoco è rapido ma non intenso;
  • di chioma: si propaga da una chioma all’altra degli alberi ed è quello più difficile da controllare;
  • di barriera: l’incendio di chioma si unisce ad un incendio di superficie. E’ estremamente intenso e distruttivo.

Danni

I danni provocati dagli incendi vanno ad incidere sulla vegetazione, sulla fauna, sul suolo, sull’atmosfera e sul paesaggio. L’entità del danno dipende sia dal comportamento e dalla caratteristiche del fronte di fiamma (velocità, avanzamento, altezza e lunghezza di fiamma, profondità del fronte), sia dalle caratteristiche dell’ambiente interessato dall’incendio.

I danni generati dal passaggio del fuoco possono essere misurati in termini temporali e spaziali: i primi possono manifestarsi immediatamente o a più lungo termine, i secondi possono avere ripercussioni all’interno dell’area percorsa o nelle zone limitrofe.

Da un punto di vista temporale, i danni possono essere classificati in:

  • danni di primo ordine: si verificano al momento dell’evento o immediatamente dopo l’evento. Sono il diretto risultato del processo di combustione (il danneggiamento e la morte delle piante, il consumo di combustibile, la produzione di fumo e il riscaldamento del suolo).
  • danni di secondo ordine: si verificano in un periodo di tempo molto più lungo, da giorni, a mesi e anche decenni dopo l’evento (i fenomeni erosivi, la dispersione del fumo e la successione vegetazionale).

Maggiori Informazioni

ATTIVITÀ

In Italia, la legge quadro sugli incendi boschivi (n. 353 del 21 novembre 2000) affida alle Regioni la competenza in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, mentre allo Stato attribuisce il concorso alle attività di spegnimento con i mezzi della flotta aerea antincendio di Stato.

Alle Regioni compete l’attivazione delle sale operative per consentire l’attivazione operativa delle squadre per lo spegnimento di terra e dei mezzi aerei regionali (in genere elicotteri) degli incendi boschivi, formate da personale regionale, volontari e vigili del fuoco e, nel caso, all’intervento di protezione civile. Spetta inoltre alle regioni elaborare ed attuare i piani regionali di previsione, prevenzione e d’intervento aggiornati ogni anno.

Al Dipartimento della Protezione Civile, attraverso il COAU – Centro Operativo Aereo Unificato, è invece affidato il coordinamento dei mezzi della flotta aerea antincendio dello Stato, che si compone di mezzi Canadair CL-415 ed elicotteri S-64 di proprietà del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, nonché di altre tipologie di elicotteri miliari (AB-412, AB-212, CH-47) di proprietà del comparto della Difesa.

Il Coau è attivo continuativamente nell’arco delle 24 ore per tutto l’anno ed è il Centro di comando e controllo di tutti i mezzi aerei resi disponibili per il concorso statale nell’attività di spegnimento antincendio boschivo pianificando e coordinando le attività di volo sia in ambito nazionale che internazionale.

Nell’attività antincendio boschivo è in costante contatto con le Sale operative regionale (SOUP) dalle quali riceve la richiesta di concorso aereo statale quanto le forze in campo regionali (squadre ed elicotteri) non sono in grado di fronteggiare l’incendio.

Per ridurre al minimo il tempo necessario per arrivare sul luogo delle operazioni è fondamentale la pianificazione delle dislocazioni a terra dei mezzi aerei disponibili. Gli aerei e gli elicotteri antincendio della flotta aerea dello Stato vengono schierati sul territorio tenendo conto delle aree a rischio e delle condizioni meteorologiche che rendono più probabile l’innesco di incendi boschivi.

Per quanto riguarda le attività di prevenzione queste ricadono sotto la competenza delle regioni che pertanto si occupa anche di tale settore, coinvolgendo i soggetti titolati dell’effettiva esecuzione degli interventi, come ad esempio i Comuni per la pulizia dei bordi delle strade comunali.

PREVISIONE

L’attività di previsione consiste nell’individuare le aree e i periodi a rischio incendio boschivo, nonché gli indici di pericolosità elaborati sulla base di variabili climatiche e vegetazionali, la cui applicazione è determinante per la pianificazione degli interventi di prevenzione e di spegnimento.

L’attività di previsione, ma più in generale il sistema di allertamento, si avvale delle previsioni delle condizioni di pericolosità dei possibili incendi boschivi e dei conseguenti scenari di rischio non solo in aree boscate e rurali, ma soprattutto periurbane. Tali attività, messe in campo dal Dipartimento e dalle regioni attraverso la rete dei centri funzionali, sono dunque fondamentali in vista dell’attivazione degli interventi che avvengono sulla base delle esigenze manifestate dai singoli territori.

La gestione del sistema di allerta è assicurata dal Dipartimento della Protezione Civile attraverso il Cfc – Centro Funzionale Centrale e il Servizio Rischio incendi boschivi e di interfaccia, che emette giornalmente un bollettino di suscettività all’innesco degli incendi boschivi su tutto il territorio nazionale individuando per ogni provincia tre livelli di pericolosità (bassa – media – alta). Ai tre livelli di pericolosità corrispondono tre diverse situazioni:

  • pericolosità bassa: l’evento può essere fronteggiato con i soli mezzi ordinari e senza particolare dispiegamento di forze;
  • pericolosità media: l’evento deve essere fronteggiato con una rapida ed efficiente risposta del sistema di lotta attiva;
  • pericolosità alta: l’evento può raggiungere dimensioni tali da richiedere quasi certamente il concorso della flotta aerea statale.

Le previsioni sono predisposte non solo sulla base delle condizioni meteo climatiche, ma anche sulla base della vegetazione, dello stato fisico e di uso del suolo, nonchè della morfologia e dell’organizzazione del territorio. Il bollettino si limita a una previsione su scala provinciale, stimando il valore medio della suscettività all’innesco su un arco temporale utile per le successive 24 ore e in tendenza per le successive 48.

Il bollettino viene messo a disposizione di Regioni e Province Autonome, Prefetture, Carabinieri forestali e Vigili del Fuoco. I centri funzionali decentrati, nelle Regioni in cui è attivo il sistema di allerta, possono emettere a loro volta un bollettino di suscettività agli incendi.

PREVENZIONE

L’attività di prevenzione consiste nel mettere in campo azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d’incendio e interventi finalizzati alla mitigazione dei danni conseguenti. Per questo fine sono utilizzati tutti i sistemi e i mezzi di controllo e vigilanza delle aree a rischio e in generale le tecnologie per il monitoraggio del territorio.

L’attività di prevenzione si concretizza in:

  • azioni destinate al bosco, con interventi di corretta gestione delle risorse disponibili, di competenza specifica delle Regioni;
  • azioni destinate all’uomo, con attività formative e informative destinate a prevenire comportamenti scorretti e a promuovere la conoscenza del rischio e l’adozione di norme di comportamento corrette.

Azioni preventive destinate al bosco. Un’efficace attività antincendio non può prescindere da un’adeguata pianificazione degli interventi sul territorio come:

  • l’uso sostenibile delle risorse;
  • la regolamentazione del turismo;
  • la manutenzione delle strutture e delle infrastrutture.

Per ridurre il potenziale innesco d’incendio sono inoltre necessari interventi specifici nell’ambito della selvicoltura e della manutenzione e pulizia del bosco: dalla riduzione della biomassa particolarmente combustibile alla rimozione della necromassa, all’ottenimento di soprassuoli forestali misti e ben strutturati. Dove possibile, i cedui vengono convertiti in fustaia: si cambia la forma di governo di un bosco, cioè la forma di rinnovamento, da un bosco governato a ceduo (che viene tagliato e si riproduce “a gemme”) a un bosco governato ad alto fusto (che si riproduce “per seme”). Altri interventi possono riguardare l’insediamento di specie resistenti al fuoco per ridotta infiammabilità e combustibilità oppure azioni mirate a carico del soprassuolo (diradamenti, delimitazione delle zone con viali tagliafuoco…), del sottobosco (sfoltimento ed eliminazione di arbusti) e dello strato erbaceo (decespugliamento e ripulitura delle scarpate e dei margini stradali e ferroviari).

Azioni preventive destinate all’uomo. Il fattore umano è di fondamentale importanza nell’attività di prevenzione: la maggiore percentuale di incendi è infatti riconducibile a comportamenti scorretti dell’uomo, sia volontari che involontari. L’azione mirata alla prevenzione viene attuata attraverso:

  • il controllo del territorio tramite una costante azione di monitoraggio dello stesso e delle diverse attività umane, sia produttive che ricreative;
  • l’attività di informazione e sensibilizzazione diversificata in funzione del tipo di utente. Le campagne di comunicazione sono fondamentali per sensibilizzare ed educare i cittadini al problema degli incendi boschivi e alla salvaguardia del bosco e per far conoscere i divieti, le limitazioni da osservare e le norme di buon comportamento da tenere nei boschi e le misure di auto protezione da adottare in caso di incendio. Un’attenzione particolare va rivolta all’informazione nelle scuole, organizzando incontri tra studenti e operatori del settore.

Come previsto dalla legge quadro sugli incendi boschivi spetta alle regioni il compito di realizzare – in base alle linee guida definite dal Decreto Ministeriale del 20 dicembre 2001 – i piani regionali di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi. I piani sono triennali e vengono aggiornati annualmente. Obiettivo primario dei piani regionali è quello di ridurre le superfici boscate percorse dal fuoco.

LOTTA ATTIVA (REPRESSIONE)

Gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi comprendono le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra e aerei.

La ricognizione viene realizzata con particolare riferimento agli obiettivi prioritari da difendere nei periodi di maggior pericolo, con mezzi aerei leggeri e tramite squadre a terra adeguatamente attrezzate.

L’attività di sorveglianza in modo intensivo e continuativo, con squadre addette al controllo del territorio, con sistemi fissi di monitoraggio e una rete di osservazione da vedetta distribuita sul territorio, viene predisposta nelle aree di particolare pregio o a rischio particolarmente elevato.

L’avvistamento viene effettuato da terra (con squadre mobili sul territorio e vedette fisse), a mezzo aereo e anche con sistemi di avvistamento automatici fissi (sensori all’infrarosso, telecamere…).

L’allarme arriva ai centri di ascolto dedicati dagli addetti ai servizi di ricognizione-sorveglianza-avvistamento ma anche dalla spontanea segnalazione di privati cittadini, che comunicano l’avvistamento di un incendio al 1515 del Corpo forestale dello Stato.

Come previsto dai piani regionali, sul territorio vengono dislocate squadre di intervento per lo spegnimento a terra formate da addetti specializzati. Su un’apposita mappa vengono indicati gli obiettivi prioritari da difendere e l’ambito territoriale di pertinenza di ciascuna squadra. In caso di necessità le squadre possono essere impiegate anche in altre zone. Per ogni ambito territoriale viene individuato un coordinatore delle operazioni. Le squadre a terra, sempre in diretto contatto con le centrali operative, possono essere impiegate anche nelle fasi di ricognizione-avvistamento-sorveglianza. Al di fuori dei periodi a rischio, il personale delle squadre può essere impegnato in attività di prevenzione del rischio incendi boschivi.

Lo spegnimento può essere condotto da terra o con mezzi aerei in concomitanza con un intervento a terra. In caso di incendio le prime ad intervenire sono le squadre di terra coordinate dalle Regioni e composte da personale regionale o, sulla base di specifici accordi di programma indicati nei piani regionali, da personale del Corpo Forestale dello Stato, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia dello Stato e dai volontari antincendio boschivo.

Per spegnere un incendio vengono utilizzati mezzi e tecniche per interrompere il processo di combustione, attraverso la sottrazione di ossigeno o l’abbassamento della temperatura:

  • se si tratta di un incendio nella fase iniziale si agisce direttamente sulle fiamme attraverso battitura con appositi attrezzi, copertura con terra, irrorazione con acqua o con prodotti chimici (estinguenti o ritardanti);
  • se l’incendio è esteso viene realizzata una linea sgombra di vegetazione davanti all’incendio, magari in prossimità di una interruzione naturale, in modo da ridurre l’intensità delle fiamme e poter agire con l’attacco diretto.

Se il fuoco è troppo esteso e il lavoro delle squadre a terra non è sufficiente, chi dirige le operazioni di spegnimento può chiedere l’intervento dei mezzi aerei in dotazione alle Regioni (soprattutto elicotteri) e se non sufficienti anche della flotta aerea dello Stato coordinati dal Coau – Centro Operativo Aereo Unificato.

Le Regioni organizzano l’attività antincendio attraverso il piano regionale e assicurano il coordinamento delle proprie strutture antincendio con quelle statali attraverso le Soup. La Sala operativa unificata permanente assicura il collegamento e il coordinamento tra il livello regionale e quello locale, gestisce l’intervento dei mezzi aerei regionali e la richiesta di concorso aereo dei mezzi dello Stato. Nei periodi a maggior rischio di incendio le Soup sono operative in maniera continuativa e in collegamento permanente con le strutture operative impegnate negli interventi.

Il Dipartimento della Protezione Civile garantisce e coordina sul territorio nazionale, attraverso il Coau – Centro Operativo Aereo Unificato, le attività aeree di spegnimento con la flotta aerea antincendio dello Stato.

Il Coau è attivo continuativamente nell’arco delle 24 ore per tutto l’anno. Centro di comando e controllo di tutti i mezzi aerei resi disponibili per il concorso nell’attività di protezione civile, il Coau pianifica e coordina le attività di volo sia in ambito nazionale che internazionale. Nell’attività antincendio boschivo è in costante contatto con le Cor – Centrali Operative Regionali e le Soup di tutte le Regioni. Per ridurre al minimo il tempo necessario per arrivare sul luogo delle operazioni è fondamentale la pianificazione delle dislocazioni a terra dei mezzi aerei disponibili. Gli aerei e gli elicotteri antincendio della flotta aerea dello Stato vengono schierati sul territorio tenendo conto delle aree a rischio e delle condizioni meteorologiche che rendono più probabile l’innesco di incendi boschivi. Qualsiasi punto del Paese è raggiungibile entro 60/90 minuti dal decollo.

La campagna antincendio boschivo Aib. Ogni anno, come previsto dalla legge 152/2005, il Presidente del Consiglio definisce i tempi di svolgimento della campagna Aib invernale ed estiva ed emana gli indirizzi operativi per adottare tutte le iniziative necessarie a prevenire e fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia. Le indicazioni, contenute in due documenti separati, sono rivolte alle Regioni e ai Ministeri dell’Interno, della Difesa, delle Politiche Agricole, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e Trasporti e a quello per i rapporti con le Regioni.

Sempre con cadenza annuale, il Dipartimento della Protezione Civile, che coordina la flotta aerea dello Stato, definisce le procedure per la richiesta del concorso aereo da parte delle Regioni e delle Province Autonome.

EMERGENZE RISCHIO INCENDI

Tutto il territorio italiano è interessato ogni anno dal fenomeno degli incendi, tuttavia le regioni maggiormente esposte si concentrano nel sud e nelle isole, soprattutto nei mesi estivi, quando si verificano più facilmente le condizioni meteo più favorevoli agli incendi e alla loro propagazione.

Gli incendi boschivi sono diventati un tema sempre più importante anche in Europa, in particolare in quei Paesi dell’area mediterranea che a causa delle loro condizioni climatiche sono i più colpiti dal fenomeno.

In caso di incendio, intervengono le squadre di terra coordinate dalle Regioni e composte da personale regionale o, sulla base di specifici accordi di programma indicati nei piani regionali, da personale del Corpo Forestale dello Stato, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia dello Stato e dai volontari antincendio boschivo.

Se il fuoco è troppo esteso e il lavoro delle squadre a terra non è sufficiente, chi dirige le operazioni di spegnimento può chiedere l’intervento dei mezzi aerei in dotazione alle Regioni (soprattutto elicotteri). Se questi non sono a loro volta sufficienti, viene richiesto il concorso aereo della flotta antincendio dello Stato coordinata dal Coau – Centro Operativo Aereo Unificato.

Il Coau pianifica e coordina le attività di volo sia in ambito nazionale che internazionale. Gli interventi all’estero della flotta antincendio dello Stato possono avvenire all’interno del Meccanismo Europeo di Protezione Civile oppure sulla base di specifici protocolli d’intesa per la cooperazione e lo sviluppo di progetti congiunti in materia di protezione civile.

I paesi dell’Unione Europea possono avvalersi anche della cooperazione rafforzata, uno strumento che consente, anche ad un numero ristretto di Stati Membri, di presentare iniziative per approfondire e potenziare alcuni settori specifici di attività.

FONTE: Dipartimento della Protezione Civile

Informazioni sugli abbruciamenti

Le prescrizioni regionali antincendio della Regione Sardegna (deliberazione n°22/3 del 23/04/2020) stabiliscono indicazioni e regole dettagliate per la disciplina relativa agli abbruciamenti di stoppie, di residui colturali e selvicolturali, di pascoli nudi, cespugliati o alberati, nonché di terreni agricoli temporaneamente improduttivi e delle manifestazioni pirotecniche nel periodo di elevato rischio.

Nel periodo di “elevato pericolo di incendio boschivo”, dal 1 giugno al 31 ottobre, è fatto ASSOLUTO DIVIETO di:

  • accendere fuochi o compiere azioni che possano provocarne l’accensione (comprese le cosiddette lanterne volanti o similari)
  • smaltire braci
  • gettare dai veicoli, o comunque abbandonare sul terreno, fiammiferi, sigari o sigarette e qualunque altro tipo di materiale acceso, o allo stato di brace, o che in ogni caso possa innescare o propagare il fuoco
  • fermare gli automezzi con la marmitta catalitica a contatto con sterpi, materiale vegetale secco o comunque con materiale soggetto ad infiammarsi per le alte temperature

Nel restante periodo dell’anno, ovvero al di fuori del periodo di “elevato pericolo di incendio boschivo”, sono vietate quelle azioni che per condizioni meteorologiche, stato della vegetazione e pericolosità degli attrezzi, mezzi e strumenti utilizzati, possono provocare un incendio boschivo.

L’unico ente che può rilasciare questa autorizzazione è il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, previa compilazione della richiesta. Il Comune di Olmedo rientra nel territorio di competenza della Stazione Forestale di Alghero (SS):

Se hai bisogno di scaricare il MODULO per la richiesta di autorizzazione di abbruciamento, clicca qui.

Non abiti all’interno del Comune di Olmedo e hai bisogno di conoscere la Stazione Forestale più vicina? Consulta questa pagina!

DOCUMENTARI sugli Incendi in Sardegna

La memoria è un valore fondamentale.
Non è nostalgia del passato,
bensì difesa e salvataggio della vita,

senso del presente di ogni esistenza
e di ogni valore.

Claudio Magris

ATTENZIONE: i filmati che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità. Si sconsiglia la visione ad un pubblico particolarmente emotivo.

SEGNALAZIONE

Incendi Boschivi

1515

Il 1515 è il numero di pronto intervento del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna, al quale i cittadini possono segnalare con tempestività la presenza di incendi boschivi e qualsiasi altro tipo di emergenza ambientale, nonché inoltrare richieste di soccorso.

Si tratta di un servizio attivo 24 ore su 24, su tutto il territorio regionale. Il numero 1515 può essere selezionato da qualsiasi telefono a linea fissa, pubblica e privata o da qualsiasi cellulare.

LA CHIAMATA È COMPLETAMENTE GRATUITA

Il numero telefonico 1515 deve essere utilizzato per segnalare emergenze di carattere ambientale. Ecco le quattro regole per segnalare un incendio boschivo, che permettono un più rapido ed efficace intervento delle squadre di spegnimento:

  • mantenere sempre la calma e parlare con chiarezza;
  • indicare con la maggior precisione possibile la località precisando la Provincia ed il Comune dell’area che sta bruciando ed altri elementi utili per la localizzazione;
  • segnalare se sul posto vi sono già delle persone che stanno provvedendo a spegnere le fiamme;
  • non riagganciare fino a che l’operatore non lo dica o non abbia ripetuto il messaggio.

Vi ricordiamo inoltre che le segnalazioni di incendi boschivi in corso, attivano delle procedure di intervento costose per uomini e mezzi, ed impegnano personale che non può essere presente su altri fronti, pertanto non si deve mai approfittare di tali numeri inutilmente.

Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale

Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, è un corpo di polizia locale, per la tutela dell’ambiente naturale sia terrestre che marittimo operante nella Regione Sardegna. Istituito con la legge regionale 5 novembre 1985, n.26, è struttura operativa dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione Sardegna.

Maggiori informazioni sono disponibili sul SITO UFFICIALE.

Nel quadro della programmazione regionale il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale esercita le funzioni che nelle altre regioni a statuto ordinario sono esercitate dai Carabinieri forestali (ex Corpo forestale dello Stato), inoltre ha mansioni sia di coordinamento che operative nella prevenzione e lotta agli incendi boschivi e in materia di protezione civile. Promuove le attività di previsione e studio degli scenari di rischio per la salvaguardia dell’incolumità pubblica e dell’ambiente organizzando le risorse e gli interventi. Provvede in particolare alle seguenti funzioni:

  • tutela tecnica ed economica dei boschi;
  • tutela tecnica ed economica dei beni silvo-pastorali dei comuni e degli enti pubblici;
  • tutela dei parchi, riserve, biotopi ed altre aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico individuate con leggi o provvedimenti amministrativi;
  • tutela della flora e della vegetazione;
  • tutela dei pascoli montani;
  • propaganda forestale e ambientale;
  • difesa dei suolo dall’erosione;
  • controllo dei semi e delle piantine forestali.

Al Corpo sono attribuiti compiti di vigilanza, prevenzione e repressione in particolare nelle seguenti materie:

  • caccia;
  • pesca nelle acque interne e marittime;
  • incendi nei boschi e nelle aree extraurbane;
  • polizia forestale;
  • polizia fluviale e sulle pertinenze idrauliche;
  • beni culturali;
  • applicazione della CITES, la Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione.
  • inoltre esercita le attività di polizia giudiziaria in vari settori: polizia urbanistica e paesaggistica, stradale, della navigazione, idraulica, fluviale, sul ciclo rifiuti, etc.

Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale provvede inoltre alla statistica e all’inventario forestale e può predisporre studi sui problemi di interesse forestale e montano ai fini della difesa dei suolo, e avanzare proposte di soluzione agli organi competenti. Dal 2007 è parte fondamentale del Sistema di Protezione Civile Regionale.

La TECNICA DEL FUOCO PRESCRITTO

L’utilizzo del fuoco per combattere gli incendi è una attività assai pericolosa e richiede competenze tecniche e professionali di elevato livello.

Questa pratica era nota ai nostri progenitori ma è stata abbandonata per il progressivo ricorso alla tecnologia, che ha consentito di utilizzare l’acqua per lo spegnimento, sfruttando l’operatività di mezzi terrestri e arei sempre più performanti. Tuttavia, l’evoluzione della ricerca ha consentito di riscoprire tali vecchi saperi e di attualizzarli, arricchiti di contenuti scientifici, in funzione della sicurezza degli operatori e della certezza dei risultati.

Il GAUF (Gruppo di Analisi e Uso del Fuoco)

Il personale appartenente al GAUF dell’Ispettorato forestale di Cagliari è stato specificamente individuato tra gli operatori più esperti nella lotta agli incendi. Questi operatori hanno svolto un percorso formativo e addestrativo specifico, anche nell’ambito del progetto internazionale Fire Paradox.

Il FUOCO TATTICO

L’effettuazione del fuoco tattico ha la funzione di allargare la fascia priva di materiale combustibile, quali ad esempio un sentiero, una strada o una fascia antincendio (definite a tal fine come linee di controllo), bruciando il materiale combustibile adiacente a tale fascia esistente. Qualora non esistano linee di controllo, è possibile crearne una mediante l’asportazione della vegetazione con mezzi manuali o meccanici. La larghezza della fascia di contenimento allargata, è funzione della velocità e della modalità di propagazione dell’incendio.

L’OPERAZIONE

Il filmato che segue mostra il GAUF in azione il pomeriggio di domenica 28/07/19, al fine di bloccare il fronte dell’incendio divampato in agro di Maracalagonis, località Sedda Brandanu, che sospinto dal fortissimo maestrale, minacciava di assumere proporzioni disastrose, interessando non solo la macchia mediterranea ma anche gli insediamenti abitati e le infrastrutture, fra cui la SS 125. Infatti i mezzi aerei, quand’anche utilizzati con un attacco tempestivo e massivo e pilotati con straordinaria perizia, non risultavano sufficientemente efficaci per la risoluzione dell’emergenza, date le estreme condizioni di ventosità.

MEMORIALE

Vittime degli Incendi in Sardegna

Il giorno che temiamo come ultimo
è soltanto il nostro compleanno
per l’eternità.
Seneca

Incendio del 31 luglio 1945 – Anela (SS)

  • Farina Settimio, 22 anni
  • Loi Antonio, 18 anni
  • Paoni Salvatore, 21anni
  • Sanna Giovanni, 51 anni
  • Satta Antonio, 46 anni
  • Sini Giovanni Antonio, 38 anni
  • Virdis Silvestro, 19 anni

Incendio del 22 agosto 1954 – Fonni (NU)

  • Coinu Giovanni, 15 anni

Incendio del 12 agosto 1957 – Buddusò (SS)

  • Porcu Giovanni Serafino, 68 anni
  • Sanciu Giovanni Antonio, 35 anni

Incendio del 26 – 27 agosto 1971 – Monte Ortobene (NU)

  • Francesco Catgiu

Incendio del 6 agosto 1976 – Vallermosa (CA)

  • Muntoni Sisinnio noto Nino

Incendio del 5 settembre 1981 – Tempio Pausania (SS)

  • Cozzolino Lorenzo
  • Narducci Stefano
  • Sanna Agostino

Incendio del 24 luglio 1983 – Bono-Benetutti (SS)

  • Puddu Michele, 50 anni

Incendio del 28 luglio 1983 – Gallura

  • Falchi Diego, 43 anni
  • Fara Tonuccio, 36 anni
  • Ghisu Mario, 35 anni
  • Maisto Luigi, 24 anni
  • Manconi Silvestro, 44 anni
  • Manconi Tonino, 50 anni
  • Migali Claudio, 37 anni
  • Pala Salvatore, 40 anni
  • Visicale Sebastiano, 32 anni

Incendio del 5 settembre 1984 – Mamone (SS)

  • Degli Alessandri Carlo

Incendio del 29 agosto 1985 – Laconi (NU)

  • Tarasconi Fabrizio
  • Capodacqua Paolo
  • Luzzi Lino
  • Ferrante Rosario

Incendio del 3 agosto 1988 – Bessude (SS)

  • Tanca Tonino, 13 anni

Incendio del 4 agosto 1988 – Viddalba (SS)

  • Mamia Sebastiana, 67 anni

Incendio del 1 agosto 1989 – Porto San Paolo, San Teodoro, Loiri (SS)

  • Cudoni Quirico, 60 anni
  • Cudoni Giacomo, 31 anni
  • Locurcio Giuseppe, 50 anni
  • Compagnone Anna, 47 anni
  • De La Tour M.Annie Richard, 42 anni

Incendio del 28 agosto 1989 – San Pantaleo e Portisco (SS)

  • Ardizzone Guido, 63 anni
  • D’Amato Giuseppe, 2 anni
  • Deiana Giovanni, 65 anni
  • Hungerer Elisabeth Heinz, 38 anni
  • Hungerer Helmut Heinz, 38 anni
  • Lo Muscio Maria Pia, 51 anni
  • Pileri Francesca, 60 anni
  • Romano Anna, 66 anni
  • Salis Erica, 55 anni
  • Secchia Filippo, 10 anni
  • Secchia Barbara, 16 anni
  • Sessa Maria Annunziata, 30 anni, in attesa di un bambino
  • Vitelli Paola, 44 anni

Incendio del 1 settembre 1991 – Sinnai (CA)

  • Camalich Simeone

Incendio del 6 agosto 1993 – Orune (NU)

  • Sanna Nino, 57 anni

Incendio del 7 agosto 1993 – Golfo Aranci (SS)

  • Benedetto Francesco, 32 anni
  • Bei Bruno, 50 anni
  • Malfetti Maddalena, 38 anni

Incendio del 14 luglio 1996 – Trinità d’Agultu (SS)

  • Fara Nicolò, 64 anni

Incendio del 27 giugno 1997 – Villacidro (CA)

  • Saiu Bruno, 45 anni
  • Sulcis Antonio, 35 anni

Incendio del 18 luglio 1997 – Olzai (NU)

  • Falconi Angelo, 29 anni

Incendio del 20 luglio 1997 – Palau (SS)

  • Sechi Gianni, 29 anni

Incendio del 28 giugno 1998 – Berchidda (SS)

  • Appeddu Antonio, 50 anni

Incendio del 6 agosto 2000 – Dolianova (CA)

  • Ghiani Luigi, 45 anni

Incendio del 28 giugno 2002 – Lula (NU)

  • Deledda Graziano

Incendio del 13 maggio 2003 – Pula (CA)

  • Cavagnino Sergio, 47 anni, Assistente del Corpo Forestale e di V.A.

Incendio del 17 luglio 2003 – Samassi (CA)

  • Casu Massimo, Vigile del Fuoco

Incendio del 26 agosto 2004 – Onanì (NU)

  • Cossellu Gianfranco, 38 anni

Incendio del 7 settembre 2008 – Baunei (OG)

  • Cabras Gianni, 40 anni

Incendio del 23 luglio 2009 – Pozzomaggiore (SS)

  • Piu Mario, 57 anni

Incendio del 23 luglio 2009 – Mores (SS)

  • Serra Antioco, 56 anni

Incendio del 23 giugno 2013 – Monti (OT)

  • Marini Pinuccio, 61 anni

Incendio del 07 agosto 2013 – Ghilarza (OR)

  • Miscali Ubaldo, 51 anni

FONTE: Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale

Aggiornato al 20 luglio 2014

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